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Home Meteorologia & Climatologia Climatologia Alluvione dell'1-2-3 Novembre 2010 in Veneto
Meteorologia & Climatologia - Climatologia

Fase 1: L'arrivo del Fronte
Tra il 30 e il 31 ottobre una vasta saccatura spinta da una piccola pulsazione dell'anticiclone azzorriano in atlantico, arriva a lambire il NW italico portando i primi fenomeni  dovuti al prefrontale caldo e umido.
Dalle re - analisi si nota come il core della perturbazione pur convogliando aria artico marittima e geopotenziali bassi in quota, resti molto caldo, fino a +5°C a 850 hpa (1400m circa).
La saccatura sprofonda fin sulle coste marocchine e algerine, richiamando a se un forte vento meridionale, che si trasformerà coll'avanzare del fronte in scirocco.



Nella notte tra il 30 e il 31 cominciano i fenomeni, che si protrarranno durante la giornata seguente  a tutto il triveneto, interessando in prima parte le zone limitrofe al mare.
Per poi spostarsi verso l'interno e annidare i maggiori nuclei precipitativi sulle prealpi.
Classico da configurazione dovuta alla ventilazione da SE.
Va ricordato come purtroppo le prealpi siano cariche di neve caduta nei giorni precedenti per il passaggio di un fronte di origine scandinava.

 

 

 

Fase 2: Approfondimento del fronte
La saccatura, come documentato dalle carte, si approfondisce sul comparto marocchino , mentre sull'Italia e in particolare sul triveneto arrivano calde correnti sciroccali che portano fino a 9 °C la temperatura a 1400m, sulla Sicilia si arriva ad avere 30°C al suolo causa il richiamo sciroccale sempre più intenso.



In queste condizioni sul triveneto continuano a  imperversare quantitativi di acqua a dir poco anomali.
I contrasti tra l'aria calda che viene risucchiata dalla saccatura da SUD e quella un po' più fresca  che segue il fronte da OVEST, sono disastrosi, i nuclei precipitativi che risalgono, dopo aver scaricato parecchia acqua sulle pianure, si addossano sulle prealpi restando quasi stazionari.
Sulle prealpi si sciolgono dai 50-60 cm di neve, facendo alzare di livello i fiumi che si alimentano dalle prealpi.
Il Bacchiglione, a Vicenza sale in una maniera impressionante

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31-10-2010 15:00 2.83
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31-10-2010 19:00 3.23
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31-10-2010 22:00 4.67
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31-10-2010 23:00 4.98
31-10-2010 23:30 5.09
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01-11-2010 00:30 5.22
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01-11-2010 01:30 5.32
01-11-2010 02:00 5.38
01-11-2010 02:30 5.43
01-11-2010 03:00 5.45
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01-11-2010 04:00 5.55
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01-11-2010 05:00 5.65
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01-11-2010 06:00 5.76
01-11-2010 06:30 5.83
01-11-2010 07:00 5.88

i dati sono eloquenti, il fiume sale di circa 5 m, esondando gia dai 5,22m (soglia massima).
Anche altri Canali di risorgiva come il Muson dei Sassi esondano.
Il Brenta raggiunge la soglia di allerta e non esonda per pochi centimetri, alcuni suoi affluenti come il Cismon per esempio invece esondano dalla sede.

Fase 3: Allontanamento
Giunti al 2 novembre la situazione si presenta tragica in molte parti del veneto, parecchi sono i fiumi esondati portando l'acqua fin sui centri abitati, il Bacchiglione a Vicenza raggiunge la soglia massima di 7,87m.
A Bovolenta, uno dei centri più colpiti, la zona Industriale viene completamente allagata. I danni sono enormi.
La reanalisi ci mostra come il minimo depressionario tenda sempre di più a traslare verso sud, diminuendo il richiamo sciroccale e facilitando l'ingresso dell'aria più fresca di origine marittima proveniente da ovest.
Si nota infatti che la temperatura a 1400m scende dai +9°C ai +6°C circa.
Il fenomeni tra la nottata del 2 e la mattinata del 3 novembre tendono definitivamente a cessare, visto che il fronte occluso si sposta verso EST abbassandosi.
Adesso i maggiori fenomeni sono concentrati verso il centro e il meridione della penisola, ma non saranno gravi come in veneto, ad esclusione di qualche fenomeno intenso con annesse piccole zone alluvionate al meridione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ricostruzione delle precipitazioni fatta dal centro meteorologico di Teolo è sconcertante e mostra gli abnormi quantitativi di acqua caduti sulle prealpi.



Fino a 500-600mm di pioggia in alcune aree, come per esempio la zona del Grappa, o il Piancavallo In Friuli.
I quantitativi invece sono molto più modesti sulla pianura.
Lo specifico fatto è dovuto alla presenza di ventilazione da SE, infatti con lo scirocco i nuclei tendono ad annidarsi verso le Prealpi, e passano molto velocemente sulla pianura sottostante.
Nei giorni successivi una risalita anticiclonica garantisce un po' di giorni di tempo stabile.
Mentre la saccatura oramai sotto forma di goccia instabile continua a dare ancora fenomeni di instabilità al sud.


Per finire ecco un po' di foto dell'alluvione in veneto, in particolare il comune di Vicenza e Bovolenta:

 

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