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Home Stormchaser Didattica I cicloni mediterranei
Stormchaser - Didattica

I cicloni nel Mar Mediterraneo sono un fenomeno abbastanza raro. Sono caratterizzati da un occhio privo di nubi dove si registra il minimo pressorio e soffiano venti molto forti. In genere sono molto simili a cicloni di origine tropicale, e oltre ad avere una struttura molto simile a quella dei TLC (tropical like ciclones – cicloni tipo tropicale)presentano un occhio sgombro da nubi al cui interno avvengono moti discendenti di aria calda.

I Venti generati dalla depressione possono superare i 135 km\h e sono presenti violente e abbondanti pioggie, molto simili a quelle che si avrebbero con un temporale molto forte, nel mediterraneo si sono verificati cicloni che contenevano al suo interno delle supercelle (cicloni su mesoscala), mentre nei cicloni tropicali è quasi impossibile trovare supercelle all’interno dei cicloni, a causa delle relazioni esistenti tra aria - acqua nei grandi mari aperti (oceani).

 

Il diametro massimo di un TLC mediterraneo registrato è stato di 400 km. In un unico caso è stato possibile verificare l’effettiva pressione del minimo barico ciclonico (16 gennaio 1995) in cui fu registrata una pressione di 975 hettopascal.

La geneso di un sistema tropicale attivo mediterraneo va ricercata nell’accumularsi di energia termica sopra il mare. Tale energia (calore Q) può trasformarsi rapidamente in energia meccanica e quindi in Energia cinetica (energia di movimento) e instaurare una serie di moti vorticosi nell’aria.

 

 

 

 

Il periodo dell’anno in cui si verificano principalmente questi fenomeni è l’estate, anche se alcuni TLC si sono avuti anche in inverno in condizioni molto particolari.

 

 

 

La genesi di un TLC mediterraneo ha luogo se esiste una coitereazione tra i seguenti fattori:

1)presenza di una goccia fredda in quota;

2)jet stream in quota;

3)flussi elettrici concentrici polari in quota;

4)presenza di un ∆T termico tra la quota e il suolo molto elevato che comporti la formazione di un ambiente adiabataico, cioè che non scambia calore con l’esterno.

L’aria calda quindi se non ostacolata da particolari pressioni dinamiche con moti discendenti, si raffredda espandendosi per il principio di espansione di un gas (diagrammi di andrews), ma quindi avviene la liberazione del calore latente (QL) di evaporazione, che alimenta il sistema di scambio tra vapore d'acqua e acuqa liquida facendo in modo che abbia vita propria.

 

 

Se chiaramente continua l’evaporazione a pelo libero dell’acqua diminuendo quindi la tensione superficiale e anche la tensione di vapore fino al raggiungimento dell’equilibrio termodianmico, il sistema non ha problemi e può chiaramente continuare con vita propria fino a che non comincia a mancare una condizione, quella adiabatica, e da quel punto in poi il sistema colassa perchè si rompe l’equilibrio dinamico tra acqua allo stato di vapore e quella allo stato libero. Il tutto evidenziabile dalla relazione di Clapeyron.

 

Quindi la formazione di un ciclone avviene seguendo principalmente tre fasi:

• Fase di aspiarzione in cui l’aria fredda alimenta la convezione temporalesca interna (forte fronte temporalesco);

• Fase di espirazione in cui il nucleo dove veniva aspirata aria calda comincia a raffreddarsi intensamente creando una depresisone che crea venti inetrni molto forti e la forza di coriolis comincia a far ruotare il sistema;

• Fase di mantenimento in cui il nuovo cuore caldo continua ad alimentare la depresisone e i venti si mantengono forti e costanti;

• Fase di collasso: quando il cuore caldo dopo aver perso fino 8-10°C dalla temperatura originale, a causa della mancanza della condizione adiabatica collassa rapidamente e il sistema.

 

Elenco dei principali TLC mediterranei:

1) 23 settembre 1947: Mar Libico - nessun danno;

2) 24 settembre 1969: Mar Libico - nessun danno;

3) 19 agosto 1976: TLC Sofia sull'Adriatico centrale in movimento verso sud/sud est - precipitazioni intense sulla costa romagnolo-abruzzese con tornado (tornado di Sava);

4) 23 gennaio 1982: Mar Libico - nessun danno;

5) 27 settembre 1983: TLC Callisto sul Canale di Sicilia - forte vento sulla Sicilia e sulle isole Eolie (immagine sotto);

 

 

6) 14 dicembre 1985: TLC Maximo sul Mar Ionio - forte vento sulla Sicilia orientale (90 km/h);

7) 23/24 novembre 1991: Mar Tirreno - pressione minima raggiunta: 994 hPa, forti venti (fino a 140 km/h) e forti precipitazioni. Interruzione dei collegamenti con la Sicilia;

8) 16 gennaio 1996: TLC Celeno sul Mar Ionio nessun danno danno. Pressione minima raggiunta 975;

 

9) 3-14 ottobre 1996: Mar Tirreno - 2 cicloni mediterranei (Cornelia e Samir). Durante il primo nella stazione del Santuario di Polsi (Calabria) accumulati 480 mm di pioggia in poche ore. A Crotone il giorno 14 cadranno 144 mm in 12 ore; violenti temporali e forte vento sulle isole Eolie (140 km/h);

10) 7 agosto 2001 - A NW del Marocco formazione di un piccolo TLC che si è rapidamente esaurito; nessun danno;

11) 18 febbraio 2002 - A NW del Marocco formazione di un TLC della durata di poche ore; nessun danno;

12) 6 luglio 2002: Tunisia - forti temporali, ma senza danni;

13) 15-18 settembre 2003 - TLC Karima su Tunisia/Sicilia meridionale; nessun danno, solo forti temporali e piogge; a Siracusa caddero in 48 ore 514 mm di pioggia;

14) 22-23 ottobre 2005 - TLC Marco con alluvione in Puglia: caduti piu' di 200 mm in 24 ore. Allagamenti estesi con frane e crolli di costruzioni, strade e ponti;

 

15) 26-27 ottobre 2005 - TLC Sara sul Mar Ionio: forti temporali sul mare e raffiche di vento da burrasca;

16) 13-15 dicembre 2005 - TLC Zeo su Sicilia/Mar Egeo: tra le province di Siracusa, Catania e Ragusa caduti in 24 ore 236 mm di pioggia. Venti forti in tutta l'isola (intorno a 70 km/h, ma con raffiche superiori). Nel mar Egeo a sud di Creta tempesta forza 8, sulla Libia orientale forte tempesta di sabbia.

 

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